31 agosto 2008
3 1Vieni avanti, creativo! Gli effetti dei martellanti spot subiti dai viaggiatori in attesa dei treni
Tra arrivo, partenze e cambi sono restato sulle banchine un paio d'ore negli ultimi tre giorni.
Questo vuol dire che mi sono beccato circa 250 spot ripetuti per gli stessi 4 prodotti.
A quei geni dei “creativi” non passa per la testa che questa grandine insopportabile e ripetuta dello stesso spot possa far venire in odio il prodotto sponsorizzato?
La prima volta può attirare l'attenzione, la 40° mi fa saltare i nervi! Mi sembra evidente anche se, ahimè, non sono creativo (citando un noto film, direi "Vieni avanti, creativo!"). Allo stesso modo cercare di imbonire un utente dei treni, solitamente incazzato per i ritardi e i disservizi, non mi pare, una strategia geniale.
Ma l'effetto collaterale peggiore è vedersi costretti a odiare la musica che accompagna la pubblicità.
Io mi sono sorbito diciamo 60 volte lo spot di una nota casa di cellulari che per lanciare il suo ultimo modello ha preso 10 secondi della romanza "Un bel dì vedremo" dalla Madama Butterfly di Giacomo Puccini (in versione remixata).
Ora al solo pensiero di quella (incolpevole) melodia mi scatta l'idrofobia, l'itterizia, la stipsi e tutte insieme!
Questa assurda coazione a ripetere mi fa venire solo voglia di sradicare a testate l'abominevole video-spot-monitor-ferroviario e, di sicuro, depennare il prodotto ad esso collegato da qualunque velleità di acquisto.
Riflettete, creativi!
P.S.: Odio fare pubblicità a chi non ha bisogno ma per capire cosa ho sofferto questo è il link dello spot su youtube: provate a riascoltare 50 volte di fila e ditemi se vi viene voglia di andare a scoltare la romanza o di acquistare il prodotto!
28 agosto 2008
7In difesa dei fumatori: slalom tra ipocrisia e caccia all'untore
Fumare uccide. Lo so. Il fuma causa 80.000 morti l'anno in Italia. Lo so.
Fumare fa venire il tumore e centinaia di malattie, invecchia la pelle, ingiallisce i denti, rendi impotenti, facilita le malattie cardiovascolari. Lo so. Lo so. Lo so. Lo so. Lo so. Lo so.
In questi giorni c'è la questione Polonio nelle sigarette che mi pare poco interessante, il classico molto rumore per nulla, visto che le sigarette contengono 2.000 sostanze aggiunte tutte particolarmente nocive e velenose. Alcune aggiunte per dare aroma, altre (dicono) per dare dipendenza. Polonio o non polonio le sigarette sono un veleno, una droga che dà dipendenza.
Tutte cose che già sapete.
Ma nonostante tutto questo io, in qualità di fumatore mi assolvo!
L'alcool uccide, ma io non vado a tormentare gli amici che si fanno la birra al pub.
Il colesterolo è un killer ma io non cerco di convertire chi va a mangiare nei fast food.
Il fumatore
è uno stupido ma ha i suoi diritti. Se è consapevole delle sue azioni ha il diritto di essere stupido. Se voi non accettate la mia stupidità, forse io un giorno non accetterò la vostra e scoppierà unconflitto!
Se non vuole o non riesce a smettere bisogna accettarlo così com'è, uno stupido fumatore.
Ma chi è più stupido? Chi si fa di grassi idrogenati, chi si spara 2 litri di vino al giorno, chi va in autostrada a 220km/h senza cinture, chi gioca al gratta e vinci, chi trangugia valium, lexotan o prozac come caramelle?
Vi autorizzo a chiamarmi stupido ma preferisco il cancro polmonare all'Alzheimer o al Parkinson o a qualunque altra malattia senile che mi rende non autosufficiente e senza dignità.
So già che sembra una difesa disperata e patetica ma rendetevi conto che questa è la difesa di un drogato! Sono un tossicodipendente consapevole di esserlo ma altrettanto consapevole di vivere in una società drogata dal petrolio. La combustione dei derivati del petrolio è causa di gravissime malattie polmonari ma sembra essere molto meno condannata del famigerato “fumo passivo”. Impera un opinione pubblica schizofrenica che usa valutazioni isteriche per pesare i diversi fenomeni dannosi (1.200 morti sul lavoro, 3.000 suicidi, 5.600 morti su strada, 24.000 per l'alcool).
Se il fumatore è rispettoso degli altri, va rispettato.
Toglietevi, dunque, l'aria di superiorità, la boria di compatimento, l'anda di bonari e saccenti predicatori.
Io fumo consapevole e (al rogo!) mi piace! Anche se mi fa male o forse proprio per quello!
So che sono un cattivo esempio ma una società libera sa accettare anche quelli (al di là del fatto che sono in buono compagnia...).
Siate tolleranti versi noi poveri reietti e miserabili tabagisti, con i denari del nostro vizio viene finanziato una buona parte del welfare (6% del totale delle imposte indirette, anche se è un circolo vizio di spesa, tipo i BOT: soldi adesso, per maggiori spese domani).
Non so voi, ma io non vorrei vivere in una società ideale di santi, di puri eroi senza vizi ("Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia"). Una comunità dove nessuno sbaglia e nessuno compie azioni stupide appare come un incubo orwelliano. La noia sarebbe mortale (peggio della nicotina).
Salvate le deboli volontà dei fumatori e prendetevela con l'autorevole spacciatore di tabacco che semina il vizio con l'ipocrita difesa dell'avvertimento sui pacchetti.
Non è colpa del pesce se è caduto nella rete.
Un'ultima cosa, i detrattori del fumo, i cultori della vita sana e dello sport quanto si indignano nel vedere il rosso sponsor deli mito italiano, Ferrari? Poco o niente?
I have a dream... tolleranza ed equilibrio.
Ricordatevi delle parole di John Stuart Mill:
"Sopra se stesso, sul suo corpo e sulla sua mente, l'individuo è sovrano".Viva gli stupidi fumatori!
"Io pensavo tra me e me chissà 'sto stupido dove vuole arrivare" (Totò)
27 agosto 2008
7"Ti basti da solo": grazie a chi mi legge, grazie a chi mi critica
Pupazza 77, una utente di oknotizie, ha così commentato il mio post di ieri: "12 ore sulla rete e non sentire il bisogno di uscire di casa: è dipendenza?" in cui raccontavo una delle mie tante giornate passate a navigare il web compulsivamente e senza pause:
Pupazza 77: “Mah, non so. Non hai sentito l'esigenza di interagire realmente con un'altra persona ?Sono rimasto molto colpito. Molto. Mi capita di rado. Eppure quelle parole “ti basti da solo” mi hanno folgorato. Da subito. Ora ci ho riflettuto qualche ora e devo affermare che mi inquadrano perfettamente.
Parlare, guardarla, toccarla, scoprire i suoi umori, i suoi pensieri tra le righe della conversazione banale ?
Si, hai un problema. Ti basti da solo. Grosso problema”.
Progvolution: “Sono considerazioni interessati, dovrò rifletterci. Grazie, comunque”.
È il mio ritratto e potrebbe essere il mio epitaffio.
Un'epifania, parole che forse già avevo sentito e avevo nascosto. Parole che volevo qualcuno mi dicesse e nessuno rischiava dirmi.
Ma questi sono problemi miei, il fatto che ha un senso forte in tempi di comunicazione veloce e vuota è che tramite un post dove raccontavo di me qualcuno, molto sensibile, lo legge, ma sul serio, con attenzione, cercando di andare oltre e di carpire i segni sepolti. Legge e mi dà un feedback che mi sarà di grande insegnamento. Mi restituisce qualcosa che avrei dovuto sapere, ma non sapevo, se non confusamente, di me.
In più le sue parole mi confortano sul fatto che in quello che scrivo c'è, a volte almeno, un senso per gli altri. Forse riesco a essere non autoreferenziale ed è già un risultato.
Grazie Pupazza77.
Ti ringrazio perchè hai detto quello che pensavi, in modo duro senza eufemismi.
Chi mi critica mi aiuta a migliorare, chi mi adula mi affonda. "Il saggio scopre i suoi errori e sorride".
Volevo solo dirti che forse il condividere i pensieri in un blog e cercare il confronto sulla piazza mediatica di oknotizie indica che non mi basto da solo ma ho bisogno degli altri e sopratutto ho bisogno di persone come te, realmente interessate al confronto.
Voglio essere incoraggiante verso me stesso: non mi basto da solo, cerco solo di far finta, per autodifesa.
26 agosto 2008
312 ore sulla rete e non sentire il bisogno di uscire di casa: è dipendenza?
- 9.30. è domenica e mi alzo (tardi), accendo il computer e vado a far colazione;
- 10,00 comincio a navigare: leggo le mail, uno sguardo al calendario di gogle, aggiornamento su Repubblica online; aggiorno l'antivirus e lancio una scansione per lo spyware;
- 10,30 comincio il mio giro di surf tra i preferiti. Lo considero come quando nei tuffi si fanno le configurazioni obbligatorie! Comincio con i siti delle mie band preferite (e sono tante comincio dagli Anathema e chiude Via del campo);
- 11,00 in caccia di dischi leggo le recensioni delle webzine musicali;
- 11,40 vedo le mie statistiche su Lastfm;
- 11,50 do un'occhiata alle visite del mio blog e butto un occhio se qualcuno nel mio blogroll ha pubblicato qualcosa di interessante così fino al pranzo.
- 13,30 ho gli amici da coccolare su myspace;
- 13,45 ho degli amici da consolare su facebook;
- 14,00 ho degli amici con cui interagire su spicy;
- 14,15 faccio un po' di ordine: ammetto di avere la fissa per le liste e per le collezioni! Allora aggiorno la mia collezione musicale su Rate Your Music e la mia collezione di libri (appena iniziata) su aNobii;
- 14,50 controllo un dubbio su Wikipedia;
- 15,00 verifico alcune aste a cui partecipo su ebay;
- 15,05 comincio a scrivere un post per il blog;
- 16,20 pubblico, rispondo ai commenti e faccio un giro a commentare altri blog;
- 17,00 mi viene lo sghiribizzo e apro un altro blog (stavolta solo fotografico): La vista laterale;
- 17,45: mando il mio post su oknotizie, seguo gli sviluppi dei voti e comincio a leggere le altre notizie postate;
- 18,30 chatto fino a l'ora di cena;
- 20,45 riattacco con oknotizie con la finestra aperta in chat dell'amico Saba (chat che diventerà un suo intero post!);
- 22.00 controllo le mail e, adesso veramente stanco se non sfatto chiudo pc e burattini!
Riesco a rendermi conto di esagerare ma è irresistibile!
Ditemi che sono normale!
25 agosto 2008
1Nasce la rubrica: Considerazioni della stanchezza

Inauguro una rubrica inedita per Sussurri obliqui:
Le Considerazioni della stanchezza.
Siccome alcune sere dopo il lavoro e i vari cazzeggi sul web sono troppo stanco per scrivere post di buona fattura ma nonostante questo spiccano lampi isolati, spunti o idee ho deciso di riportarle.
Secche sintetiche e senza spiegazione. Magari diventerò un ideatore di aforismi...
A voi il giudizio e chi mi ama mi segua (o mi commenti).
- L'uomo è il vero parassita del pianeta Terra (mi aiuta l'amico Sabasan ricordandomi che l'uomo è il cancro di Gaia).
- La bontà nasconde una grande vanità.
- Finché non provi un orgasmo totalizzante pensi che i tuoi mezzi orgasmi siano il massimo (e ne sei, chiaramente, deluso).
Ecco l'immagine dell'Olimpiade che voglio portare con me
24 agosto 2008
4Olimpiadi universali? Il medagliere è sproporzionato: 10 paesi si sbranano più della metà delle medaglie disponibili. La Cina prende il 16% degli ori
Olimpiadi universali? Il medagliere è sproporzionato: 10 paesi si sbranano più della metà delle medaglie disponibili. La Cina prende il 16% degli ori mentre il 72% delle nazioni non ne prende neanche uno. Per 114 paesi l'Olimpiade è partecipare senza vincere nulla.
I cannibali sono affamati è tutta la nostra simpatia va alle Nazioni che nel puro spirito olimpico partecipano con la consapevolezza che non vinceranno o che dovranno spartirsi solo le briciole.
Per molti paesi lo sport è un investimento insostenibile, le priorità sono necessariamente altre.
Molti atleti dei paesi poveri vengono naturalizzati dai paesi ricchi, altri ottengono successi ma allenandosi fuori del proprio paese.
Gli atleti di certi paesi vincono perchè in quei paesi ci sono palestre, strutture sportive, stadi, piscine, piste, sport professionistico, allenamenti professionali, equipe di supporto, stipendi di stato, premi economici non indifferenti.L'aspetto più positivo dell'Olimpiade è proprio questo: il medagliere rispecchia il mondo e ci ricorda la diseguaglianza dello stesso.
Riporto da Wikipedia: “La bandiera olimpica raffigura cinque anelli intrecciati in campo bianco. I colori scelti sono presenti nelle bandiere di tutte le nazioni, quindi la loro combinazione simboleggia tutti i Paesi, mentre l'intreccio degli anelli rappresenta l'universalità dello spirito olimpico. Come afferma lo stesso CIO, è errato credere che il colore di ciascun cerchio stia a rappresentare un determinato continente” e mi chiedo davvero questa Olimpiade, con questi numeri, rappresenta tutti i paesi? Non è piuttosto la rappresentazione di pochi protagonisti e tante comparse?

Ancora da Wikipedia ”Il motto dei giochi olimpici è Citius, altius, fortius, ovvero Più veloce, più alto, più forte”, questo motto invece rimane attualissimo pochi Paesi continuano a progredire più velocemente, a salire più in alto degli altri nel raggiungimento del benessere e far valere la propria forza suglia altri.
Va tutto bene ma un po' meno retorica sull'universalità dello spirito olimpico sarebbe cosa gradita.
[photo credit: 1 progvolution, 2 e 3 wikipedia]
Segnalo infine: un altro mio post sull'argomento: Ecco il vero medagliere delle Olimpiadi (proporzionato alla popolazione) e un post da Ripples: I più grandi delle Olimpiadi. Sono 7. Onore a loro
Ringrazio La mia passione per aver ripreso l'articolo.
23 agosto 2008
0Segnalazione (sempre sul porco)
Quali i colori dell'anima?
Quali i colori dell'anima?
Attimi di vita che sfuggono inevitabili.
Ricordi che si depositano nella nostra memoria per cominciare a scolorire lentissimamente.
Gusti che riaffiorano dalla nostra fanciullezza. Odori che scatenano epifanie tempestose.
E nel mezzo il nostro sforzo di fermare il tempo, trattenere emozioni fugaci e dare forma duratura alle palpitazioni più intime.
Tutte le foto dal foto blog: Tutti i colori dell'anima
L'effetto annuncio: la gestione della res pubblica con gli strumenti della percezione e della demagogia
Facciamo i conti dimostra con i numeri che l'annuncio dei militari nella città è una mossa senza effetto pratico. Una dimostrazione della demagogia dell'operazione.“3000 soldati nelle città” è tranquillizzante. Convincente. Il classico "effetto annuncio"
L'effetto è quello di annunciare qualcosa con grande pompa magna, retorica e lodi auto-effettuate e genera soddisfazione nei cittadini. Si annuncia un fatto futuro (incerto, aleatorio, i cui effetti non sono per nulla scontati) dando per certe le conseguenze positive future. Questo ancora prima di cominciare e davanti un crocchio di giornalisti che si guardano bene dal mettere in dubbio quelli che, in fin dei conti, sono auspici e non fatti. Un giornalismo serio non degnerebbe d'attenzione simili fanfaronate, ma non pare sia il caso del giornalismo italiano.
Infine, di solito, nessun politico si degna di rendere conto del consuntivo dell'operazione annunciata.
A chi interessano gli eventuali risultati? La notizia si è gia consumata. L'annuncio ha gia avuto il suo effetto di creare un fatto inesistente ma percepito. Perché ormai abbiamo capito che la realtà è secondaria, conta solo la percezione della stessa (sopratutto da parte di chi vota)Tornando all'esempio in argomento, avessero detto un “soldato ogni 86.405 cittadini” gli avrebbero riso dietro.
Ma, ovviamente, non l'hanno detto.
[photo credit: Bonvi]
22 agosto 2008
1La società dei caleidoscopi al buio
Indossiamo maschera e corazza e proponiamo agli altri un nostro Io costruito ad uso della vita sociale formale. La polpa del frutto la concediamo ai pochi che dopo lungo tempo dimostrano di meritarlo, gli altri dovranno accontentarsi sempre della buccia.
Una considerazione banale che oggi mi ha invaso brutalmente: ma chi sono veramente le persone che penso di conoscere? C’è tutta una società sconosciuta che marcia sommersa, nascondendosi per la dittatura del super io.
Dove sono i fedifraghi, i clienti delle prostitute, i cocainomani? Non ne conosco nessuno.
Chi ha mai incontrato gay, assuntori di psicofarmaci e ex alcolisti? Cosa da non dire, segreti da portarsi nell’aldilà.
Prendendo ad esempio i clienti delle prostitute che censimento potrei fare? Io non lo sono, mio padre non lo è, i miei amici no, i miei colleghi neanche. Tutti in modo certo, ci metterei la mano sul fuoco. Eppure, possibile? Non è già un campione rappresentativo? O sono fortunato e conosco solo uomini probi?
La stessa sensazione quando la televisione intervista i vicini di casa dell’omicida di turno “Lo conoscevo era un brava persona” e altre mille frasi di stupore e sorpresa angosciata: stupiti perché Loro “lo conoscevano”, il mostro appariva “come noi”, aveva un comportamento sociale conforme.
Sia chiaro che non sono qui per giudicare o biasimare. Non voglio entrare nel merito di atteggiamenti considerati socialmente immorali o devianti o perversi, in ogni caso condannati. Alcuni li condanno anch’io altri li considero assolutamente neutri, alcuni mi generano pietà, altri rabbia. Ognuno può avere il suo giudizio.
Quello che è certo è che viviamo una società dura e cattiva che riesce solo a giudicare. E dentro ogni giudizio c’è una condanna (a volte giusta, a volte sbagliata, a volte assurda). Non parlo di legge, ma di disprezzo sociale dei benpensanti, cioè coloro i cui scheletri non sono stati ancora scoperti.
E così gli uomini vivono in società come sommergibili pronti a inabissarsi. Schiere camaleontiche che indossano i colori sociali accettabili. Una società di caleidoscopi al buio. Ciò che vedi non è ciò che è, ogni incontro è un illusione ottica.
Pur se una metafora trita, non posso non citare l’iceberg: ciò che è visibile è solo una minima parte del totale. Io, non diverso dagli altri, estraneo a tutti, riconsidero ogni relazione con gli sconosciuti che conosco: ti vedo (ma solo in superficie), ti conosco (ma non so chi sei) e ti giudico in un certo modo (ma non ho gli elementi) ma in realtà chi sei?
“Il nostro io non è un frammento molto importante del mondo” (Bertrand Russell)
“Waiting[photo credit: progvolution]
In the calm of desolation
Wanting to break
From this circle of confusion
How can I feel abandoned even when the world surrounds me
How can I bite the hand that feeds the strangers all around me
How can I know so many Never really knowing anyone”
Misunderstood, Dream Theater
21 agosto 2008
0Questione di prospettiva: ciò che per me è futile, per te è rivoluzionario!

Mi piace definirmi up-to-date. Mi piace la tecnologia, mi piace saperne, provarla e utilizzarla quando mi è utile.
Lo ritengo un progresso inutile, un accessorio che snatura e non migliora la telefonia mobile.
Guardando in giro non mi sembra che abbia spopolato, meglio così visto che la visione dei video-telefonisti era alquanto grottesca. Il fissare quel mini-terminale l'ho sempre trovato goffo.
Ad essere sincero mi facevo grasse beffe di chi lo utilizzava.
Pochi giorni fa però ho visto una scena che mi ha colpito.
Un ragazzo sordomuto comunicava con i segni tramite videofonino.
Sono rimasto fulminato.
Mi sono reso conto della mia superficialità e di come la mia prospettiva da "normodotato" non mi ha fatto capire la portata rivoluzionaria che poteva avere su chi non poteva parlare.
Ogni tecnologia può essere straordinaria dipende chi la usa e perchè.
"Credere al progresso non significa credere che un progresso ci sia già stato" (Franz Kafka)[photo credit: wikipedia]
L'origine del mondo. Quale scandalo nell'arte e nella natura?
Museo d'Orseay
Gustave Courbet (Ornans 1819, Vevey 1877)
L'Origine du monde fu dipinta dal pittore Gustave Courbet nel 1866 e fu fin da subito censurato.Il quadro rimase ad ammuffire negli scantinati del Museo d’Orsay per oltre un secolo per essere esposto per la prima volta solo nel 1988 per poi essere di nuovo ritirato.
Solo da pochi anni ci è concesso vedere nel museo di Parigi "l’origine del mondo”.
Come si può considerare scandalosa l'arte?
Quale scandalo nel corpo nudo?
I censori come pensano di essere nati?
[photo credit: wikipedia]
20 agosto 2008
9Ecco il vero medagliere delle Olimpiadi (proporzionato alla popolazione)
Lo strapotere sportivo di alcuni stati a scapito del resto del globo è profondamente falso. Fra quante persone può scegliere gli atleti la Cina e la Giamaica?
Una sproporzione colossale e allora facciamo giustizia! Ecco il medagliere rivisitato. La graduatoria è data dalla proporzione tra numero di medaglie totale (vinte al 20 agosto)/popolazione per milioni di abitanti:
1° Giamaica!
2° Nuova Zelanda!
3° Australia
Mentre gli attuali cannibali Cina e Usa arrancano al 20° e 15° posto!
Ringrazio il Blog del Salmo 69 per aver ripreso questo articolo.
Addenda 23 agosto 2008: segnalo volentieri Facciamo i conti che ha aggiornato questo calcolo in modo assai preciso.
Segnalo anche il mio post del 24 agosto: Olimpiadi universali? Il medagliere è sproporzionato: 10 paesi si sbranano più della metà delle medaglie disponibili. La Cina prende il 16% degli ori
Vi segnalo, ancora, un articolo interessante: Chi è primo nel medagliere? The Usa, of course!
La mia poetica
Ci vuole un coraggio malato per fare un'affermazione simile. Eppure mi sento di rischiare un giudizio tanto impegnativo.
Non voglio dire di essere un poeta o uno scrittore, non intendo dire che scrivo bene, intendo solo che sento di avere un mio modo di esprimere le cose.
Una mia sensibilità, una mia retorica, una mia attitudine.
Probabilmente fa schifo, questo lo lascio al giudizio dei miei non lettori, però mi piace riuscirmi a giudicare personale.
Mi sembra che scrivo con uno stile che si riconosce.
Per una volta niente falsa modestia, suvvia.
"Il bisogno d'illusione è una funzione biologica dell'uomo, e quindi anche un elemento importante della costruzione del nostro mondo; poiché questo mondo non è soltanto un prodotto di fatti materiali, ma in buona parte, certo, anche una creazione delle nostre paure, e dei desideri, delle speranze, delle illusioni che ne nascono". (René Fülöp-Miller)
Pover purscel! ...nel senso del maiale!
Porca miseria! Porca puttana! Porca paletta!Povero maiale.
Porco Giuda! Porco mondo! Porco diavolo!
Porca vacca! Porco cane! (qui si comincia a fare confusione, penso non voluta...)
Mangi come un porco! Dormi quanto un porco!
Ma è una porcheria! Sto dando perle ai porci!
Quanto biasimo. Bestia utile come poche. Ti fai i tuoi affari, mangi e copuli seguendo i tuoi istinti e le tue dimensioni.
Ti insultiamo come se ci avessi invaso mentre siamo noi che ti alleviamo, ti curiamo prima di sacrificarti per le nostre tavole, "cataste di maiali sacrificati"!
Per i non
vegetariani sei una delizia. E nonostante questo ti prendiamo in giro:- Un asino torna alla fattoria dopo una giornata di lavoro, sfinito.
Il padrone lo lega all'anello vicino al porcile.
Il maiale comincia a sfotterlo dicendogli che, invece, lui fa la pacchia; mangiando e rotolandosi nel fango tutto il giorno.
L'asino gira la testa e gli fa:
"Tu non sei quello dello scorso anno, vero?" -
Ti amiamo solo quando sei maialino coraggioso o nella forma di salvadanaio, ipocriti che non siamo altro!
"Se il porco è uno solo si grida allo scandalo, se sono dieci non si dice più nulla, se sono venti si dubita di se stessi, se sono ancora di più si grugnisce beatamente nel coro" (Julien De Valckenaere)
Gli animali umani ti utilizzano per insultare il proprio Dio, ingiusta pietra di paragone.
Ma l'apice di assurdità è appellare taluno porco in virtù del suo comportamento sessuale (sei un porco!). Premesso che non conosco le abitudini sessuali suine, appare chiaro che tale modo di dire si collega al binomio porco/sporcizia. Insomma la concezione cattolica del sesso come cosa sporca (Porca Eva! sarà mica un caso?). Il maiale, povero lui, è lussurioso, ahi, ahi, ahi.
Il peccato. Ciò che ha reso il sesso così gustoso trasformando un istinto naturale in vizio da nascondere. Dunque dietro la campagna diffamatoria del porco c'è la sessuofobia e misoginia della Chiesa.
Il divieto: questo sì, questo no, li puoi toccare, la puoi immaginare. Ma, sopratutto devi figliare e non godere.
Perfetta creazione del gusto delizioso del frutto proibito. Se ce lo levassero rimarrebbe, forse, solo meccanica scipita, ginnastica riproduttiva.
Tutto considerato penso che la giusta via di mezzo sia fare il porco part-time!
Viva il maiale e (visto lo spirito animalista del post) viva la foca!
"Vist’ un vilan. Se l’ha vist cus’è? Un contadino! Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh... Il vescovo, il re, il ricco, l’imperatore, perfino il cardinale l’han’ mezzo rovinato, gli han’ portato via: la casa, il cascinale, la mucca, il violino, la scatola di cachi, la radio a transistor, i dischi di Little Tony, la moglie. e pö cus’è? ...un figlio militare!
Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh... ...gli hanno ammazzato anche il maiale! Pover purscel! ...nel senso del maiale! Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh...
Ma lui no, lui non piangeva, anzi, ridacchiava. Ma sa l’è? Matt? No! Il fatto è, che noi vilan... noi vilan... ehh sempre allegri bisogna stare, ché il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale, diventan tristi se noi piangiam"
Ho visto un re, Enzo Jannacci
Le parole che non ti ho voluto dire
Sto zitto per graziarti.
Sto zitto per autodifesa.
Sto zitto perchè so ascoltare, e quando merita ti ringrazio.
E quando non merita ascoltare, mi dileguo, maleducato ma onesto. Maleducato ma necessitato perchè devo difendere il mio tempo, l'unica ricchezza che posseggo.
Nel liberarti, ti libero, che altruismo intollerabile.
E chi mi voleva affogare di parole giustamente morte e infaustamente risorte non può non notare l'insofferenza, Troppo plateale, dovrà ritirarsi ordinatamente con una serie di luoghi comuni rincartocciati tra le labbra. Però che soddisfazione sparire digrignando tra i denti un “..che stronzo” anche solo pensato.
Non ti arrabbiare, credo anch'io che siamo tutti fratelli: secondo me schiere di Caino mentre tu vedi in me un Abele voglioso di ciarle vuote.
La condanna di taluni ha il sapore agrodolce dell'assoluzione plenaria.
Ti lamenti che non ti do confidenza, per te va regalata, secondo me la devi duramente conquistare.
Perché dovrei distribuirla a caso? Per buona creanza? No, non posso, per rispetto non posso farti la carità.
I miei silenzi ti disturbano come un conservatore di fronte a un codice anarchico.
"Due amici in silenzio a volte dicono di più che con mille parole".[photo credit: Progvolution]
Sergio Bambarén
Autodifesa
Mia solo mia. Navigando in un labirinto di illusioni fragili è troppo semplice naufragare.
E allora alle stupide stilettate di chi è troppo ottuso per capire che non lo consideri degno di rispetto e, non facendosene una ragione, scalcia, rispondo con un pacato invito a dedicarsi al sesso, perché ne ha un bisogno disperato.
Perciò ogni volta che ti lascio ti dirò “Addio” perché non so se ti rivedrò.
E alle provocazioni risponderò con il silenzio perché ti farà esulcerare più che una rissa selvaggia.
Davanti alla bontà esposta mostrerò il miglior cinismo che posso recitare.
Quando affronterò il dolore lo nasconderò perché è una fase personale con cui non ti voglio ammorbare costringendoti a simulare la pietà e la partecipazione
Sai quanto la strada è lunga eppure non sei disposto a perdonare gli inciampi.
Girare la pagina è lo sforzo meno gravoso che riesco a concepire.
E siccome faccio difficoltà ad accettare chi ha senza meritare li ignoro violentemente.
In un impeto di sincerità forse ammetteremo la nostra natura di odio che salva la socialità con le eccezioni (hai ragione, Maestro!).
Sono sensibile, ma non perchè mi commuovo delle tue disgrazie, ho solo un sonar che scruta il male che nascondi e sento vibrare paure, odio e cattiveria. Perché li conosco bene. Così riesco a sapere chi sei ma senza nessuna empatia.
Conosco il nemico, l'amico è sempre una scoperta.
E questa è verità. Parola verità. Pravda.
Un opinione non è mai menzogna. È sogno, distorsione, cattiveria, ideologia.
Ma non mente, non tradisce mai.
19 agosto 2008
0Vorrei essere al tuo fianco (Danza di vele, libertà e amore - Grazie Saba)
Noi tutti abbiamo le nostre consuetudini di navigazione. Alcuni siti che visitiamo giornalmente, in modo immancabili, delle certezze. Luoghi virtuali a cui teniamo, che ci appartengono.
Fra i miei, c'è il blog fotografico dell'amico Saba: I colori del cuore dipinti dalla mente.
Questa la foto di oggi:
Danza di vele
L'ho visto e l'ho commentata così:
Solo le vele dovrebbe solcare il mare. Solo loro che lo sanno sfiorare senza maltrattarlo.
Le vele, incorporei pinnacoli aerei, che accarezzano l'acqua come amanti sognanti.
La tenue poesia della foto spinge prepotentemente una canzone nella mia testa. Una canzone struggente di Nick Cave tratto dal commovente film/documentario Il popolo migratore (Travelling birds) che consiglio spassionatamente.
Una canzone che parla di uccelli, volo, di oceano, di libertà, di appartenenza.
Di amore.
"Across the oceans Across the seas, Over forests of blackened trees.
Through valleys so still we dare not breathe, To be by your side.
Over the shifting desert plains, Across mountains all in flames.
Through howling winds and driving rains, To be by your side.
Every mile and every year for every one a little tear.
I cannot explain this, Dear, I will not even try.
Into the night as the stars collide,
Across the borders that divide forests of stone standing petrified,
To be by your side.
Every mile and every year, For every one a single tear.
I cannot explain this, Dear, I will not even try.
For I know one thing, Love comes on a wing.
For tonight I will be by your side. But tomorrow I will fly.
From the deepest ocean To the highest peak,
Through the frontiers of your sleep.
Into the valley where we dare not speak, To be by your side.
Across the endless wilderness where all the beasts bow down their heads.
Darling I will never rest till I am by your side.
Every mile and every year, Time and Distance disappear I cannot explain this.
Dear No, I will not even try.
For I know one thing, Love comes on a wing and tonight I will be by your side.
But tomorrow I will fly away, Love rises with the day and tonight I may be by your side.
But tomorrow I will fly, Tomorrow I will fly,
Tomorrow I will fly"
To be by your side - Nick Cave
18 agosto 2008
2Invidia del p...allone e volevo i pantaloncini (da calcio)
“Noi in economica, loro in business. Le fiorettiste contro i calciatori. Vezzali, Granbassi, Trillini e Salvatori scoprono all'aeroporto la discriminazione E parte la protesta: "Noi medagliate, loro eliminati e ci trattano così?”.
Per la serie invidia del pene, scusate pallone e volevo i pantaloncini (da calcio), la Vezzali
esterna ancora, manco fosse Cossiga, il suo disappunto per la disparità dei posti in aereo.Le fiorettiste scoprono solo oggi, stupite e attonite, i privilegi assurdi dei viziati calciatori italiani.
Pre
messo che il trattamento dorato dei calciatori è indecoroso, la campionessa sembra soffrire di invidia cronica. Le converrebbe farsi una ragione del fatto che esistono sport popolari e sport sconosciuti, sport ricchi e sport poveri. In fondo i 150.000 euro della sua medaglia d’oro molti atleti asiatici e africani se li sognerannoAl “non è giusto” delle fiorettiste italiane vorrei dire quello che mi diceva sempre mia madre: “Giusto è morto”.
Sono un eretico (magari): a tratti inquietante, a tratti preoccupante
Ci può stare.
Forse erano parole grottesche e provocatorie che volevano ottenere questo effetto.
Forse No! Volevo solo mettermi a nudo, mostrarmi senza maschera.
Non lo faccio mai, non lo facciamo mai.
Dobbiamo sempre avere la nostra patina buonista. In caso contrario scatta la preoccupazione. La paura. Aiuto! Il diverso, la pazzia.
"Ma cosa dici?"
Dobbiamo continuare con il "poverini", "volemose bene". La trita pantomima del "a casa tutto bene?".
Non sono convinto.
Il problema della nostra società conformista in cui tutti sembriamo liberi di dire e pensare ogni cosa è che in realtà è vero il contrario.
Ogni voce fuori dal coro è eretica perché aveva la libertà (non sfruttata) di non dirlo, di ripensarci e di conformarsi agli altri.
Quello che non sopporto è il senso di fastidio che mi genera ogni frase di circostanza, ogni finta pietà, ogni recitata commozione. Molti, calati nel ruolo da attori consumati, sono così convinti che ci credono veramente. Ma è il metodo dei grandi mattatori dei teatri: vivere la parte.
Io sono un mostro ma almeno mi accorgo del teatro dei sentimenti, almeno mi ripugna mentre guardandomi intorno mi accorgo che è una virtù sociale. Un applauso segreto negli occhi del sagrato della chiesa del paesello di provincia. L'arte del buon vivere a cui inchinarsi.
O la pratica del mal vivere a cui mostrare il culo.
«Umanità, mi stai sul cazzo da sempre». Ecco il mio motto (Charles Bukowski - Donne).[photo credit: progvolution]
17 agosto 2008
7Cosa vuol dire essere di sinistra per me
Sono una persona semplice, con idee semplici. Vorrei giustizia, equità, parità.
Essere di sinistra non vuol dire altro. Ecco perchè fui di sinistra, ero di sinistra, sono di sinistra, sarò di sinistra.
Non sarà il singolo personaggio o il singolo partito che va a sputtanare l'idea a cui credo a farmi cambiare idea, non avrebbe senso.
Mi piace dichiararmi di sinistra perchè è la parte politica dove trovo tutte le idee in cui mi identifico e non mi interessa se ci sarà il solito sciocco che tirerà fuori i gulag e Stalin.
Sono di sinistra perchè l'uomo viene prima di tutto sopratutto prima dell'economia.
La sinistra in cui credo è onesta, pulita, egualitaria. Il suo unico scopo è ampliare il benessere collettivo e, in particolare, diminuire le disparità tra gruppi e classi sociali.
La sinistra difende i lavoratori, i poveri e tutti i “perdenti” delle società del benessere ma lo fa con intelligenza e sensibilità. Essere di sinistra vuol dire difendere i diritti di tutti i soggetti che per ignoranza e pregiudizio, in varie forme, sono discriminate: donne, gay, extracomunitari, rom.
Sono di sinistra perchè sono antifascista, antirazzista, antiproibizionista. Sono di sinistra perchè sono laico e ritengo necessario difendere i diritti civili (divorzio, aborto, eutanasia, matrimoni gay, etc). Sono di sinistra perchè mi irrito quando qualcuno per difendere le sue idee (opposte a queste) dice di essere per la vita e la famiglia accusandomi, conseguentemente, di essere a favore della morte e dell'estinzione (!).
Sono di sinistra perchè sento di difendere l'assistenza sanitaria e l'istruzione universale, perchè ritengo necessaria l'assistenza e previdenza sociale per tutti. Sono sinistrorso perchè vorrei che chi lavora sia sicuro, tutelato e onestamente retribuito.
Sono di sinistra perchè amo la Costituzione italiana e vorrei vedere realizzati nella nostra società tutti i diritti enunciati dai padri costituenti.
Essere di sinistra è essere per il progresso e per l'evoluzione della società.
Se nelle varie epoche avessero vinto i conservatori, sarebbero riusciti a conservare la vecchia società l'avrebbero cristallizzata, fermata. Ma dico io chi vorrebbe vivere in un Italia con, ad esempio, la dote, il delitto d'onore, l'aborto clandestino, le scomuniche.
Rivedendo la storia degli ultimi due secoli i conservatori erano contrari al suffragio universale, al diritto di voto delle donne, alla libertà religiosa, ai matrimoni civili. Ogni conservatore ci spinge indietro. Io voglio andare avanti.
Chi si dice conservatore e moderato dice in altro modo che vuole fermarsi (o andare molto piano), che lo status quo e talmente idilliaco che ogni cambiamento va evitato o rallentato. È il ragionamento egoista di chi ha il benessere e non lo vuole estendere agli altri, di chi ha un privilegio che non vuole mollare, di chi è “più uguale” degli altri.
Guardatevi attorno. Ma tutto questo vi pare accettabile?
TUTTI I DIRITTI PER TUTTI
[Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901 - photo credit: wikipedia]
Il podio di Aldo Montano: uno spot in mondovisione
Avete visto la premiazione? L'ottimo Aldo Montano unisce le mani e mostra in mondovisione la scritta 0586.
Strano messaggio in codice, mi incuriosisce. Rapida ricerca con google ed è svelato il mistero: è il nome del ristorante che ha aperto a Roma un anno fa.
Giustamente sul podio olimpico la commozione è troppo retrò, meglio approfittare per farsi un pò di pubblicità a sbafo!
Bravo Montano, chissà che orde di cinesi correranno per farsi una cena nel tuo ristorante!
Viva lo spirito olimpico!
[foto La Repubblica 17.8.2008]
Grazie a chi ha segnalato il mio post:
Newnetworks - Carosello Montano bronzo sciabola a squadre….show medaglia
Precariopoli -Figli della Ventura
La sopraffina cura del cliente del mio gestore telefonico
“Vodxxxx semplifica le tariffe: il tuo piano sarà xx Italy. Info sul piano, scelta altri piani e recesso al n. gratuito...”.
Così la mia antica tariffa, lungamente difesa, all'operatore non sta più bene.
Guadagna troppo poco. E allora cala dall'alto il cambio d'imperio. Perché loro devono semplificare (non certo guadagnare). Se ti va bene, se no recesso (sottinteso vaffanculo pezzente). Finalmente è stato introdotto il cambio di tariffa manu militari: se insisti a non voler convincerti a pagare di più, ti obblighiamo!
Un messaggio senza intelligenza, senza gentilezza, senza rispetto. Non vale il principio pacta sunt servanda (gli accordi si rispettano)?
E' la solita storia del consumatore stritolato dal contraente forte.
Da qualunque parte lo prendo questo sms mi infastidisce e cresce la voglia di mollarli per cambiare gestore. Anche se so che è la classica vittoria di Pirro perchè come caschi, caschi male.
Vodxxxx solo intorno al tuo portafoglio.
16 agosto 2008
0Saba e l'elegia dell'amicizia
Un bacio, un abbraccio. A tutti i miei amici, a Marco.

Ci sono tanti tipi di amicizie. Diamo per scontato oramai che un rapporto sociale con un tuo simile, che duri dai 5 minuti in poi, possa definirsi amicizia.
Oggi dichiariamo amici, tutti coloro che per un motivo o per l'altro hanno a che fare con noi.
Riporto l'etimologia di "amico": amicus, amica, dal latino, stessa radice di amare, che si ama, che ama. Aggettivo: accetto, caro, diletto, favorevole, giovevole. Sostantivo: la persona che ama ed é riamata.
Orbene! Sapresti a questo punto catalogare tutti coloro che definisci in qualche modo "amico" in questa categoria così speciale e privilegiata?
Dal punto di vista cattolico cristiano dovremmo essere tutti Amici, in quanto tutti fratelli di uno stesso Padre, con lo spirito di amare il prossimo.
Dal punto di vista meramente sociale, se si può dire, e avulso dalla fede religiosa invece faremmo fatica a contare sulla punta delle dita la quantità di amici presenti nel nostro cammino.
Siamo disposti ad amare coloro che definiamo amici?
Lo stesso aspetto ha il fenomeno dell'invio di abbracci e baci, via sms, via mail, via telefono. Poi una volta dal vivo non ti avvicini neanche all'amico per mancanza di confidenza, o per altro. Una sorta di falsità comportamentale dovuto alla spregiudicatezza del rapporto virtuale.
A volte mi salutano dal vivo dicendomi: un bacio! Tant'è l'abitudine! Ma se sono lì, davanti a te, perchè non me lo dai il bacio con le labbra sul mio viso, invece di dichiararmelo?
E' la forza dei rapporti finti e "consumati", prima ancora di essere vissuti.
Si brucia tutto, anche l'amicizia ancora in embrione, la si distorce e la si distrugge.
Questi miei pensieri del mattino post ferragostano, in una Trieste a 19 gradi, frizzante e solare, sono dedicati al mio "amico" Marco. Un nuovo amico.
Non ci siamo mai abbracciati, mai baciati, mai usciti insieme per condividere un evento o un pasto, neanche di lavoro. Eppure é come se ci conoscessimo da tanto. Un divario di età colmabile dall'intelligenza e dalla sensibilità.
La stima e l'apprezzamento reciproco per il fervore mentale ed il mondo interiore sono i sentimenti collanti di questa nuova amicizia. La mail e il blog sono i nostri canali di comunicazione, il posto di lavoro é il nostro sito fisico comune.
Senza alcun interesse, cosa molto rara dopo la fanciullezza, é pronto a consigliarmi, a spronarmi, a fornire critiche costruttive, a scambiare opinioni di qualsiasi genere, a "linkarmi" nei suoi spazi privati, a chiedermi lumi.
Ed é a lui che devo alcuni prodotti della mia mente, elaborazioni del mio cuore. Al suo incitamento.
Una bella scoperta, un bel rapporto basato sulla reciproca ammirazione e gradimento, non appesantito da alcun tipo di dovere.
Grazie Marco, amico mio!
Il mio commento:
Ripples: il blog si Saba
I colori del cuore dipinti dalla mente: il foto blog di Saba
15 agosto 2008
0L'amico ritrovato
Ciao Marco,
non ho resistito alla curiosità, e questa mattina ho iniziato a leggere il tuo blog, devo dire che la tua capacità di autocritica è ulteriormente migliorata negli anni, e la proprietà di linguaggio pure, la mia...lasciamo stare... per me continui ad essere quello che ricordavo,non credo ci sia stato bisogno di fingere di essere sempre gli stessi, per me è stato un incontro spontaneo, positivo.
Secondo me gli anni passati non sono poi così tanti, e noi continuiamo ad avere qualcosa in più rispetto alla moltitudine di dormienti che ci circonda, ognuno a suo modo, tu con una critica cinica e smaliziata, io con un insano ottimismo solidaristico... ma cazzo... esistiamo consapevolmente, ed al giorno d'oggi è una condizione necessaria a non impazzire.
Sono felice di averti incontrato, ti ho trovato felice, e chissà che qualche bevuta... negli anni i gusti migliorano... non la si possa organizzare ancora... è bello ubriacarsi di parole, la poesia ci tiene in vita, tu sei un intellettuale io un istintivo popolar qualunquista... quale miglior cocktail di scazzo e creatività?
Grazie per il post, m'ha fatto molto piacere la definizione di vecchio amico, l'amicizia è un sentimento prezioso.
A presto
spero in qualche cantinaccia da avvinazzati
Diego
Tu che mi guardi con la faccia strana
Che confusione
E' proprio vero siamo nati per soffrire
Ma vai, vai , vai, prova a dire una sola ragione
Che ti fa stare qui
Hey, hey amigo
Tu che mi guardi con la faccia da scimmia
Sei bastonato
E troppe volte pensi che non hai più voglia
Ma vai, vai , vai, prova a dire una sola ragione
Che ti fa stare qui
Vai, vai, vai, prova a parlare senza parole
Noi siamo liberi!"
Amigo, Litfiba
Ciao mortali!
Questo saluto spiazzante e geniale ti accoglie sul sito di Tonino Carotone.
Nello stesso modo, ghignante e altamente alcolico, ha salutato la folla del Goa Boa lo scorso 26 luglio a Genova (serata in cui abbiamo potuto vedere lui e Manu Chao: fantastico!!!).
Tonino è un personaggio incredibile, ci vorrebbe un libro per descriverlo (infatti c’è!, Il maestro dell’ora brava dell’ottimo Federico Traversa, lettura consigliatissima).
Non fatevi fuorviare dall’immagine superficiale che circola su di lui,
Carotone è un poeta e un vero maestro di vita che va oltre il successo di “E' un mondo difficile: vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto”.Ciao mortali, quanta saggezza!
Vorrei adottarlo come mio saluto ufficiale, splendido promemoria della nostra condizione principale e che cerchiamo ostinatamente di scordare: la finitezza.
È un carpe diem popolare, è un invito alla vita.
Io da parte mia, aspetto trepidante il terzo album del Maestro Tonino.
Saludos cabrones!
Leggi anche il mio post:
Buona musica per voi, mortali! Tonino Carotone in anteprima
Le massime di Tonino
"Presente e futuro
il passato è passato
la mia vita è gerundio, quello che sto facendo"
Gerundio, Tonino Carotone
Aggiornamento del 4 novembre:
Il 14 novembre esce il nuovo album di Tonino che si intitola... indovinate un pò?
Ciao Mortali!!!
Qua lo potete ascoltare in anteprima.
14 agosto 2008
2Ferragosto
Persiane ammutolite
Sfilata di serrande
Agorafobia urlante spazi inconsueti e consunti
Forza centripeta coartata che spingi verso l’asfissia
Requie forzata di inconsapevoli dannati
Io estraneo aspetto
[photo credit: wikipedia]
Aspetto di una società di massa e di una Italia patologica...
Trovo il f















































Un pensiero dedicato che un pò mi imbarazza ma con parole genuine che vanno dritte al bersaglio. E mi fanno un gran piacere.
Ci vuole coraggio per esprimersi in maniera così impegnativa, tanto più che la tendenza generale è quella della marmellata: tutti bravi, tutti amici, tutti ladri, tutti stronzi, sempre baci, sempre abbracci. Ci vediamo, ci sentiamo, ci becchiamo.
Mettersi a distinguere appare fatica improba e inutile. Meglio nascondere la testa nella nostra falsa società dell'amore dove tutti i colleghi, tutti i vicini, tutti i concittadini sono amici.
Io ho pochi amici. Non per scelta.
Trovo difficile rintracciare persone che fino in fondo meritano questo appellativo che voglio usare in maniera assolutamente selettiva e ponderata. Ma quei pochi sono le persone vere, sono valori che ti ritrovi sempre. Sono le persone di cui vorresti popolati i continenti e che invece si disperdono nei deserti.
A volte metti del tempo per capire che è il vero amico, ma dopo non lo scordi mai. Lo riconosci perchè non è uniformato, non si prende sul serio è tollerante ma non ipocrita. Gli amici ti dicono di no, ti criticano, ti sfottono, ridono con te. Esprimono tutto ciò che è negato ai rapporti formali e irraggiungibile ai rapporti superficiali. Ti aiutano a migliorarti perchè ti conoscono veramente e hanno la voglia di intuire le tue potenzialità.
Un amico deve essere meglio di te e non fartelo pesare. Deve aiutarti perchè non può farne a meno ma al momento giusto ti lascia sbagliare se è quello che vuoi. L'amico ti ascolta, non sta a sentire. L'amico ti capisce, non ti giudica e riesce a trovare una ragione per stare dalla tua parte anche quando è complicata e nascosta.
"Amicizia" è parola inflazionata in questi tempi moderni che incitano a una serie di rapporti superficiali difficilmente accostabili a un vero rapporto di empatia.
Non so come nascono quei complicati e delicati meccanismi di interrelazione che rendono solida un'amicizia. E non volevo fare un'elegia dell'amicizia (dal punto di vista di Marco) che invece ho fatto.
Volevo solo dirti grazie per questo pensiero amico Saba. Come sai bene quello che hai scritto trova riflesso reciproco nei miei pensieri.
Mi sfiora ora un dubbio: forse l'appellativo più adatto per un amico che ha qualche anno di più e molte esperienza metabolizzate da raccontare non sarebbe più corretto chiamarlo Maestro?
Ciao Maestro Saba
Marco