27 giugno 2009

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Vox clamantis in deserto

Arriveranno parole che vi troveranno impreparati, per un momento sarà di nuovo il silenzio. Poi la giostra riprenderà, per compiere l'ennesimo giro di significato, sempre lo stesso, e tornare al punto di partenza. Le parole si trasformeranno nell'eco del silenzio per riverberare in stanze di nostalgia. Quando finiranno le parole d'amore verranno quelle di odio.
Infine ci sarà solo il vuoto delle parole. Ognuno può riempirle di sé, io sarò lontano, in ascolto.
Nessun scenario muterà, il senso si sposta su una linea senza fine ma il significato continuerà a rimanere irrilevante. E tutto sarà identico perché è solo un alito di vento.
Adesso basta scrivere.





34 voci di dissenso:

lefty ha detto...

i know how you feel
is like a blocco emozionale
devi uscie fuori " da te "
sei come intrappolato dentro te stesso
devi riconciare a parlare
a hug

raffaella carràà ha detto...

una specie di mutismo

Anonimo ha detto...

http://i39.tinypic.com/55h2mv.jpg

miaooo ha detto...

baby talk to me :((

myra ha detto...

Chi sei tu che come un arciere accecato e impazzito scagli le tue frecce vive ed infuocate in avanti, sul sentiero dell’infinito e mi colpisci a morte come una stella cadente? Sei la luce di un Angelo misterioso che ha perso l’equilibrio e danza con le sue ali splendenti nel vento dei cieli? Che si rifugia nella mia casa del domani che potrò visitare solo nei sogni? L’angelo che non permetterà a nessuno di cancellare il sogno di aver vagabondato con il pensiero fra le stelle ed aver sfiorato l’infinito, di aver sfiorato gli attimi di luce che accarezzano l’immenso.?

lefty ha detto...

self punisher = αυτο τιμωρός
;)

dead girls ha detto...

το σεξ έχει κάτι τρομακτικό

confidential lly ha detto...

all inizio del lungo viaggio del cancro attraverso il corpo di mia madre
ero in imbarazzo in presenza del mio amico dottore.. avrei potuto essere
un parente importuno
ma lontano..
dolore e morte
erano il suo mestiere

era severo
ed efficiente

ma perdonava l impotenza dei poveri corpi

some one ha detto...

ti svelo un segreto

;) l altro giorno
o no l alatra notte caminavo con la " tipa" per la strada no ??

e allora ho detto " meno male che ho ancora il mio prog volution "
lei mi ha guardato " strano"
ahaha


anyway
a kiss

some one said ha detto...

chi ti ama piu di me ?
fra poco sparir anno tutti :))

il greco ha detto...

ieri sera mi sono perso nel blog di sabina
continui a ad aggiornare vedo :))a destra del tuo blog

anonimo ha detto...

put the beers in the freeze ;))

anonymus ha detto...

this is so strange -actually- we 've never talk
but we
said so much
-stammibene

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=AGdVz2YjyNA

anonimo ha detto...

#
Un essere chiamato Progvolution
"It is better to be hated for what you are than loved for what you are not."


:))

anonimo _==)) ha detto...

oh chuck :((

lui lei e l altro ha detto...

pEOPLE SPEAK
NON talk

Anonimo ha detto...

miami ?

Anonimo ha detto...

Fare Well my Sun *

Anonimo ha detto...

amami -dimmi una parola " dolce"

Anonimo ha detto...

un po prima di morire

Anonimo ha detto...

forxa mordale! vfc

Anonimo ha detto...

with airplanes and ships
and with old friends
we roam in the darkness
but you still don't hear us.
you don't hear us singing
with electical voices,
inside underground chambers,
untill our paths meet your fundamendal principles.

my father, Mpatis,
came from Smyrna at 1922,
and lived for 50 years
in a secret cellar.

In this place,
whoever loves eats dirty bread
and their desires follow
underground tracks.

Yesterday night i saw a friend of mine
roaming as an aerial
on his motorcycle,
and behind him dogs running

Stand up, my soul,
give out power,
set your clothes on fire,
set the instruments on fire,
so our tremendous, awe-isnpiring voice
rockets like a black spirit

Anonimo ha detto...

δοξες μοναχικός οργασμός / Mystic Lonely Orgasms
Murder in a Surgery Church :)

sei tremendous ..te amo

apepam ha detto...

Finchè ci sarà ascolto, ci sarà senso.

*

progvolution ha detto...

non si può parlare se non si è in grado di ascoltare
non si può parlare se non si vuole farsi ascoltare
non si può parlare se il senso è solo in chi ascolta
ciao Ape

apepam ha detto...

Le prime due opzioni le escluderei, visto il presupposto "finchè ci sarà ascolto".
Sulla terza hai ragione. L'ascolto è un dono di sè verso l'altro, se diviene uno strumento per 'avere' anzichè 'dare', se ne perde il senso.
E sul parlare.. preferisco il verbo non volere, al non potere.
(Se ti sto rompendo i cojoni però dimmelo, chè non mi piace schiacciare spazi altrui, non ti conosco e potrei risultare pedante)
ciao prog

progvolution ha detto...

Non è significativo trovarsi a fare la voce nel deserto in un post con lo stesso titolo?
Chiaramente non rompi, ma non pensi che non ha importanza discettare sulla semantica se poi lo volontà è solo di proteggersi nel silenzio e di negarsi alle parole?
So che ci sono persone che vorrebbero delle parole e so che alcuni ne meriterebbe di belle. So che ci sono persone che danno un senso alla condivisione che è l'unico senso della comunicazione.
So tutto, ma altre considerazioni ora prevalgono. Non importa se è solo una mia paranoia, è mia, quindi conta.
Il vuoto vince, Prog perde. Dismetto le armi delle parole, addio alle armi.
Mi arrendo ai miei limiti , con difficoltà e sofferenza, ma mi arrendo.
Non voglio scrivere, nè leggere, voglio solo dormire con la mia ragione e il mio torto.
Cara Ape, le "cose vanno come devono andare", una tautologia che è l'unica verità esistente per me.

apepam ha detto...

Non so se sia significativo, accade.
Sono più combattiva sul "non posso" ma sulla "volontà" mi rimetto al silenzio, e so rispettare.
Che le cose poi, vadano come devono andare, già.. l'ho imparato a suo tempo.
Spero tu abbia un'anima da Fenice, prog. Questo concedimelo. Ci sono voci che non meritano l'oblio del vuoto.

progvolution ha detto...

"Non potere" è solo la maschera del "non volere"...
Ad maiora

apepam ha detto...

Sai che il corpo -quando tutto è troppo- decide per noi? Ci anestetizza. E rimane solo il respiro..
La vigilia presuppone aspettative, una cronaca di delusione annunciata. La sospensione dell'attesa forse non fa cadere, ma l'amarezza non ti risparmia.
Ciò che deve essere sarà comunque, si. Con o senza distanze. Osservare può far male, ma chiudere gli occhi non è contemplato da chi ha sempre vissuto con

l'intento di vivere.
L'ascolto, quello vero, quello puro, è un dono. Non è mai prendere. E' donare qualcosa di sè all'altro. Perchè nel "dare" le parole: vano, inutile, non

trovano alcun terreno fertile.
Poi arriva la rabbia. E la tirano fuori parte delle tue parole, quel disarmo, perchè l'assoluto non esiste, ma solo tanti pensieri sulle tante sfumature dei fatti. E poi si placa, o si schiaccia, scontrandosi con gli inesorabili PQM, cristallini.

-lo lascio quaggiù, nel più completo rispetto del silenzio.

apepam ha detto...

un'aggiunta
(chè per leggere da qua quello che scrivi bisogna fare i salti mortali)
la masturbazione è la base della persona, il fondamento.
O meglio.. come un trampolino.
Occhio ai bordi.

progvolution ha detto...

Salti mortali non casuali...
Io ho smesso tutto, sopratutto la comunicazione. E' rimasto solo il rancore.
Ci sono parole ma non ci sono concetti quindi non ci sono commenti, la mia è solo tirannide paranoide senza replica. Ho dismesso il mondo e penso che ho le mie buoni ragioni. Le mie parole sono vuote ma quelle altrui mi sconfortano. Poi me ne dispiaccio, ma non so cosa farmene e tutto fa male e forse è il caso di smettere di farsi del male. Chiudere tutto, difendersi da tutto e non importa se sarà solo un'altra velleitaria sconfitta, sono abituato.
Tu vai in profondità nell'interpretazione ma io non so neanche cosa scrivo, digito ferocemente e basta. Sono sfoghi che non conducono da nessuna parte, senza coerenza, senza senso, senza chiave di lettura. Solo rabbia, rancore, frustrazione, cose mie gonfiate di presunzione, insopportabili ed egotiche che non meriterebbero la luce ma talvolta trovano quella strada. Sto rompendo delle regole, violentando uno strumento. Ululati alla luna, nulla più, troppo impegnato a urlare per ascoltare.
Non ho vie d'uscita, il labirinto sono io. Non esco perché non c'è uscita, non rispondo perché non ho risposte, non leggo perché non so leggere.
Comunque starò attento, in silenzio livoroso dietro ai miei insulti, rifiuti e chiusure.
Invio i miei omaggi al tuo rispetto.

apepam ha detto...

No, scusami, intendevo dire che per leggerti da dove sono io è complicato, faccio i salti mortali per tenere aperta la finestra del tuo blog. So che sono in difetto perchè i commenti son chiusi, ma ho sempre avuto problemi con le regole..
Sai che c'è, prog? che la rabbia combatte la rassegnazione, che quello che trova la strada per uscire lo fa perchè ha bisogno di uscire, e il tutto senza che ci sia controllo. Credo che sia una delle cose che "è" così, ingestibili. Giusto o sbagliato che sia.
Non so se vado in profondità, io ascolto, leggendo quello che scrivi. O che urli. E non sto a chiedermi se ci siano contenuti, sensi, chiavi di lettura. Lo prendo come un pezzetto di te. Sei una persona complessa, non complicata. Questo è quello che mi arriva. Per cui nessun nodo da sciogliere, e non mi proporrei mai con parole sulla salvezza (che forse tu sai come la penso). E se continuo a scriverti magari è solo perchè penso che chi riesce a vedersi labirinto non dovrebbe cercare vie d'uscita, proprio perchè è il labirinto stesso, e non c'è scampo da sè stessi. Essere una pianura credo sia molto peggio, non trovi?
O magari ti scrivo solo perchè ho il vizio di star lì a punzecchiare, proprio come un'ape. Ma non è importante questo.
Come si dice? Ad Maiora.

Nulla, nessuna forza può rompere una fragilità infinita (Guido Ceronetti)

Alcuni non possono fare a meno di sbagliare la strada, perché per essi non esiste una strada giusta (Thomas Mann)

Forse solo il silenzio esiste davvero (Josè Saramago)

Nell'oblio

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