12 novembre 2009

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Modi complicati per (non) declamare refusi mentali



Ecco l’autore, l’interprete (grazie!) e la macchina.
Ecco la voce dell’insofferenza per sperimentare il ridicolo e lo straniarsi dei significati. Tastare il baratro tra il vissuto mentale e la recita vocale.
Come una radio di vibrazioni ostili, come da ogni radio in cui lo speaker parla a nessuno, ma parla e non vuole risposta. Concetto, parola, suono, immagine... cadere vuol dire seguire:

Podcast: Modi complicati per (non) declamare refusi mentali

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Photocredit: Sabasan

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Nulla, nessuna forza può rompere una fragilità infinita (Guido Ceronetti)

Alcuni non possono fare a meno di sbagliare la strada, perché per essi non esiste una strada giusta (Thomas Mann)

Forse solo il silenzio esiste davvero (Josè Saramago)

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